Chi sono

 

Sono Mauro Cardella. Sono nato a Roma il 18 marzo 1942 al Policlinico Umberto I. Sono stato battezzato nella chiesa di San Roberto Bellarmino, a Piazza Ungheria, nel quartiere Parioli. Per questo motivo, nei registri parrocchiali, mi fu imposto, oltre a Mauro, il nome Roberto.

Gli avvenimenti della seconda guerra mondiale e gli impegni di mio padre, in servizio nella Milizia della Strada, portarono presto la mia famiglia lontano da Roma, a Moniga del Garda.
Qui, quando avevo poco più di due anni, giocando ad uscire ed entrare in casa, che era posta a piano terra e prospiciente una stradina del centro del paese, generalmente senza traffico, finii sotto un camion militare che, caso volle, quel giorno transitó di lì. La prontezza dell'autista nel bloccare il mezzo evitó che la ruota passasse sulla gambetta sinistra ma si limitó a "pizzicarla" e pertanto me la cavai con venti punti di sutura alla profonda lacerazione riportata. Per fortuna, la ferita non provocó alcuna conseguenza funzionale ma, certamente, una grande paura per i miei genitori.

Al termine della guerra la famiglia si rifugiò a Canetra, in provincia di Rieti, dove mia madre aveva una casetta, ereditata dai suoi.
Nel 1946 la famiglia si ingrandì con la nascita di una sorellina, Franca.

Nel 1947 venne a trovarci da Messina, la sorella di mio padre, zia Gina. Dopo un paio di settimane, quando ripartì per Messina feci il viaggio con lei. Era la prima volta che viaggiavo in treno e ne restai affascinato.

A Messina c'era la nonna, che vedevo per la prima volta, e c'era lo zio Alfredo, ancora studente d'ingegneria. Restai a Messina per un anno circa e di questo periodo della mia vita m'è rimasto un ricordo dolcissimo.
Rivedo, ancora, la zia al lavoro nel rammagliare le calze di nailon delle sue clienti, con uno strano strumento, e ricordo le mie "esplorazioni" nei cassetti della scrivania di zio Alfredo, fra righelli, matite ben appuntite, cristalli di zolfo e calamite. Ma trovai anche il tempo per studiare e fare la prima elementare. Da privatista, perchè non avevo ancora l'età richiesta per frequentare la scuola statale.

Nell'agosto del 1948 i miei genitori vennero a riprendermi e partimmo per Ascoli Piceno dove mio padre aveva preso servizio nella nuova Polizia Stradale.
Ad Ascoli Piceno dopo un breve periodo passato in subaffitto in un appartamento in via delle Torri, ho abitato in via Adriano Rigantè 12, nel quartiere Solestà.
Ad Ascoli Piceno sono rimasto fino al 1955, e lì ho finito le elementari e fatto le medie (presso l'Istituto Giovanni Forti).

Delle elementari ricordo sempre con grande affetto la maestra Bartolomei ed i miei compagni di classe.

In questa foto sono il penultimo a sinistra

Mio padre, nel frattempo aveva avuto l’incarico di autista del prefetto Lino Cappellini che, su sua proposta, seguimmo nelle successive destinazioni: Ancona, Bari e Brescia.
Per questo motivo ho frequentato l’Istituto tecnico per geometri in tre scuole differenti: presso il "B. Stracca" di Ancona, l'Ist. tecnico "Giulio Cesare" di Bari e l'Ist. tecnico "Niccolò Tartaglia" di Brescia, dove mi sono diplomato nel 1960.

A Brescia, ho lavorato per un paio d’anni presso lo Studio tecnico degli Ingg. Navarrini, Manara e Ceni, quindi sono partito, nel luglio 1962, per il 30° corso Allievi Ufficiali di Complemento, che ho frequentato prima, presso la Scuola Unica di Lecce e, poi, presso la Scuola del Genio della Cecchignola, a Roma.

Ho finito il periodo di leva come ufficiale istruttore presso la stessa Scuola del Genio, poi mi sono raffermato e dopo qualche mese sono stato trasferito, su mia richiesta, al Comando Genio della Regione Militare Nord-Est a Padova, per avvicinarmi alla mia famiglia, che risiedeva a Brescia.
Nell'Esercito sono rimasto fino al gennaio 1968 quando, con il grado di Tenente, mi sono congedato per entrare come funzionario di vendita nella Kodak.

Il 22 Maggio 1976 mi sono sposato, nel Duomo di Monza, con Rita Bongarzone, una collega della sede Kodak di Milano. Dopo aver lavorato per un paio d’anni a Milano, come specialista di micropublishing, la Kodak mi ha proposto un incarico a Roma per la vendita di periferiche di Centri Elettronici.

Prima di iniziare il nuovo lavoro, nel Luglio del 1978, ho seguito un corso di formazione presso il training center della Kodak a Rochester (NY).
In conseguenza del nuovo incarico nel 1979 mi sono trasferito a Castelnuovo di Porto, un tranquillo paese di 8000 abitanti a 30 km a nord di Roma, sulla via Flaminia.

Il 1°novembre 1984 mi è stata affidata la funzione di supervisore commerciale per il centro-sud del Reparto Sistemi Microfilm della Kodak.

Il 24 gennaio 1992 è nato Matteo Pietro, il figlio tanto atteso e desiderato.

Nel 1994, dopo aver seguito un corso di addestramento presso la sede Kodak di Rochester, ho svolto la funzione di trainer presso la Scuola Formazione Venditori della Kodak Europea, a Odjik (Paesi Bassi) e a Londra.

Nel marzo 1995 sono stato chiamato a ricoprire la funzione di responsabile Italia per la divisione Data Processing Products della Kodak e dal settembre 1996 ho ricoperto l'incarico di Marketing Planning Director per la divisione Eastman Software.

Dall’ aprile 1999 sono, felicemente, in pensione.

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a Moniga del Garda
nel 1944, dopo l'incidente


a Canetra
nel 1946


a Messina
nel luglio 1948


zio Alfredo nel giugno 1948


zia Gina


a Padova nel 1967


Rita, mia moglie, nel 1975


a Castelnuovo di Porto
oggi (2015)