Scopo del sito e genesi di una ricerca genealogica

Scopo del sito e genesi di una ricerca genealogica.

  

Questo sito web si propone di diventare uno strumento di approfondimento della ricerca genealogica sui Cardella, che vivevano a Casteltermini e San Biagio Platani, in provincia di Girgenti (oggi Agrigento), già dalla fine del XVII secolo.
Quì accanto ho evidenziato i Comuni siciliani, in provincia di Agrigento, in cui risiedono il maggior numero di famiglie, che portano il cognome Cardella e che, con ogni probabilità, sono legate da vincoli di sangue, piú o meno remoti, a questo ramo dei Cardella.
Chiunque ritenga di poter contribuire con proprie informazioni alla ricostruzione genealogica della famiglia Cardella è il benvenuto.

Sugli antenati della mia famiglia non ho avuto da mio padre molte informazioni, e quelle poche riguardavano mio nonno Vincenzo, che non ho mai conosciuto, e il bisnonno, di cui solo recentemente ho scoperto il nome. Di mio nonno, si raccontava la sua tragedia familiare per aver perso la prima moglie ed i figli nel terremoto di Messina del 1908; del bisnonno si diceva,invece, che era un benestante, proprietario di palazzi e di una miniera di zolfo. Si raccontava, ancora, che questo bisnonno rimasto vedovo e incorso in un tracollo finanziario morì giovane lasciando un figlio già maggiorenne e tre figli ancora minorenni, tra cui mio nonno Vincenzo. Questi vennero affidati ad un tutore.

Mia zia Gina poco prima di morire, nel 1994, mi riveló che il bisnonno proveniva da San Biagio Platani, un paesino a venti chilometri da Casteltermini.
Fu quell'informazione che fece scattare in me il desiderio di saperne di più sulla storia della mia famiglia.
Certo le premesse per effettuare una ricerca genealogica non erano incoraggianti, visto che abitavo a Roma, lontano dalle localitá interessate.
Mi ricordai che mio padre era molto legato ad un suo cugino che viveva a Casteltermini e che era figlio della zia paterna Filomena. Sapevo che era morto ma che aveva dei figli. Così, recuperato facilmente il numero telefonico della famiglia Gazzanave, questo il loro cognome, riuscii a contattare una simpatica e gentilissima persona, che era il mio cugino di secondo grado, Agostino.
Ad Agostino chiesi se poteva fare delle ricerche presso l'archivio storico anagrafico di Casteltermini per rintracciare i dati dei nostri comuni bisnonni.
La ricerca di Agostino fu positiva e portó al primo risultato inaspettato: i nostri bisnonni, oltre ai quattro figli che conoscevamo, Giuseppe, Marianna, Filomena e Vincenzo, avevano avuto altri tre figli di cui, misteriosamente, in famiglia non si era avuta mai alcuna notizia: Francesca, Emanuele e Vincenza.
Tutti erano nati a Casteltermini. Il bisnonno si chiamava Matteo e aveva sposato Anna Maria Castelluzzo.
Era giá un bel passo avanti che superava ogni mia aspettativa. Continuava, peró, a tornarmi in mente quanto mi aveva detto la zia Gina sulla localitá di provenienza del bisnonno: San Biagio Platani.

Un giorno, navigando su internet, capitai sul sito www.familysearch.org sul quale i mormoni mettono a disposizione un "data base" su cui sono registrati i dati dei documenti parrocchiali, da loro microfilmati, per dar seguito ad una loro credenza religiosa, che li porta a cercare di ricostruire la genealogia delle persone.
Senza molta convinzione effettuai una ricerca impostando come parole chiavi "Matteo Cardella" e un anno di nascita nel "range" 1825 e 1835, dedotto dalla data di nascita della sua primogenita Francesca, nata nel 1859, evidenziata dalla ricerca fatta da mio cugino Agostino.
Restai letteralmente a bocca aperta quando il risultato mi confermó l'esistenza di un Matteo Cardella nato a San Biagio Platani il 9 Dicembre 1833, da Giuseppe Cardella e da Francesca Vaccari.
Lo stupore lasció il campo all'entusiasmo quando verificai le date di nascita ed i nomi dei figli di Matteo che mi erano stati comunicati da Agostino.
Infatti riscontrai che alla prima figlia era stato imposto il nome di Francesca; al secondo figlio, di sesso maschile, nato nel 1861, era stato imposto il nome di Giuseppe. Quindi, secondo la migliore tradizione, erano stati ripresi entrambi i nomi dei nonni.
Poteva essere una prima conferma che il Matteo trovato sul "data base" di "familysearch" era proprio il mio bisnonno. Occorreva peró una controprova che non riuscivo, per il momento, a trovare.

Dentro di me continuavo ad essere convinto che la chiave di tutto stesse in San Biagio Platani.
Ricorsi ancora ad internet impostando una ricerca con due parole chiavi "Cardella" e "San Biagio Platani".
Ero già all'ottava pagina dei risultati che "google" mi sottoponeva, quando notai che era stato evidenziato un libro in formato "pdf".
Il titolo del libro era "Padre Fedele da San Biagio poeta della parola e del pennello".
Gli autori erano Luigi e Vittorio Pellitteri.
Luigi era il parroco della Chiesa della Sacra Famiglia di San Biagio Platani ed il link di riferimento era, per l'appunto, il sito di questa Parrocchia.
Aprii il file pdf e cominciai a leggere il libro.
Era la storia di un frate cappuccino, pittore e scrittore, gloria di San Biagio Platani, vissuto dal 1717 al 1801 e che al secolo si chiamava Matteo Sebastiano Palermo Tirrito.
Nel libro c'erano molti riferimenti alla famiglia Cardella, imparentata con il frate attraverso Don Nicoló Cardella, che aveva sposato la giovane nipote del frate.
Dall'albero genealogico dei Palermo Tirrito, riportato sul libro, e da alcuni documenti catastali allegati, riuscii a ricostruire una linea di discendenza che da Gerlando, padre di Don Nicoló e attraverso il figlio di questi, Matteo, arrivava ad un certo Giuseppe, che avrebbe potuto essere il Giuseppe sposato con Francesca Vaccari, trovato sul sito dei mormoni. Le date erano compatibili mi occorreva peró una conferma. Pensai che gli autori del libro avrebbero potuto aiutarmi.

Mandai, quindi, una email a don Luigi spiegando quali fossero i risultati delle mie ricerche e chiedendo se fosse giusto pensare che i Cardella del suo libro potessero essere miei ascendenti.
Dopo qualche giorno don Luigi mi telefonó comunicandomi che i miei risultati e i suoi dati erano compatibili ed era, anche, in grado di mandarmi via fax l'albero genealogico dei Cardella, cosí come lo aveva ricostruito attraverso ricerche fatte presso l'archivio parrocchiale della Chiesa Madre di San Biagio Platani.
Appena visionato il documento, ricevuto da don Luigi, ebbi la conferma che Giuseppe si era effettivamente sposato con Francesca Vaccaro (e non Vaccari, come riportato sul sito dei Mormoni!), ma rimasi assai deluso nel constatare che la coppia aveva avuto tre figli ma fra questi non c'era alcun Matteo.
Feci subito presente quanto scoperto a don Luigi che, mi tranquillizzó informandomi che erano dati limitati ai documenti parrocchiali della Chiesa Madre di San Biagio Platani e,quindi, riportavano solo atti ed eventi, che avevano avuto luogo in quella chiesa. Quindi era possibile che ci fosse stato anche un altro figlio.
Mi promise, comunque, di fare alcune verifiche.
Non passó molto tempo che don Luigi mi raggiunse, via telefono, per darmi la notizia che aspettavo: nell'archivio storico del registro dei matrimoni di Casteltermini, risultava che Matteo Cardella era figlio di Giuseppe e Francesca Vaccaro e si era sposato con Anna Maria Castelluzzo il 19 settembre 1858.
Ora, finalmente, ogni tessera del mosaico aveva trovato il suo posto!

Oggi, quindi, sono in grado di ricostruire la mia ascendenza fino a Gerlando Cardella, nato intorno al 1690, a Casteltermini.

Da tutto questo ne traggo grande soddisfazione. Perché?
Primo per una passione innata per la Storia, in senso lato, poi per onorare i miei antenati e cercare di soffiar via la polvere dell'oblìo che, così rapidamente ed ingenerosamente, li fà scomparire dalla nostra memoria.
Inoltre, credo che il senso di appartenenza famigliare influenzi positivamente chi lo sviluppa.
A questo proposito, Luigi Einaudi affermava: "il ricordo delle generazioni passate deve essere di sprone per la morale e per il diuturno lavoro delle generazioni presenti".
Infine, ma certamente non di minore importanza, il desiderio di lasciare a mio figlio, Matteo Pietro, la storia della sua famiglia e far crescere in lui l'orgoglio di farne parte.

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S.Biagio Platani

   

   

   

   


Casteltermini

   

   

   

   


Raffadali

   

   

   

   


Licata

   

   

   

   


Agrigento